2009anno del respiro

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Sos bronchi e polmoni
per 10 milioni di italiani:
il 2009 Anno del Respiro

Trecentosessantacinque giorni l`anno, 24 ore al giorno, vigili o addormentati: il quarto elemento, l`aria, non ci abbandona mai. O quasi. Sempre più italiani hanno il “fiato corto”. Non è colpa della crisi, però, se manca l`aria. Gli specialisti riuniti a Roma per battezzare il 2009 “Anno del respiro” ne sono convinti: bisogna intervenire subito, informare e sensibilizzare per evitare che l`allarme dell`Organizzazione mondiale della sanità - nel 2010 le malattie polmonari prima causa di morte sul pianeta - da previsione diventi realtà.

I numeri, i costi - Due polmoni “rosso-fiamma” sostituiscono gli “zero” dell`anno 2009 nel logo dell`iniziativa. Dietro ci sono le sigle delle più importanti società scientifiche impegnate in una “task-force” che per un anno dedicherà iniziative ed appuntamenti alla cura di bronchi e polmoni. Un problema per 10 milioni di italiani, 112 mila quelli che perdono la vita per colpa delle patologie dell`apparato respiratorio, 300 al giorno. I costi sociali delle malattie croniche stanno prendendo la rincorsa: senza contare le assenze dal lavoro, solo quelli che gravano sulle casse dello Stato ammontano a circa 250 milioni di euro l`anno. Sprechi in parte dovuti, dice il presidente della Commissione Affari Sociali della Camera, Antonio Palumbo, “a quelle Regioni che non usano bene le direttive statali e i budget di spesa”. Poi ci sono quelli sborsati dai singoli cittadini per cure e assistenza. Un paziente con Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), ad esempio, ha bisogno di 4-5000 euro di cure all`anno.  “Una priorità dell`Anno del respiro sarà una legge per riconoscere la BPCO tra quelle croniche e invalidanti come già si è fatto con l`asma bronchiale”, annuncia Antonino Mangiacavallo, presidente della FIMPST (Federazione Italiana per la Lotta alle Malattie Polmonari Sociali). Una legge a favore del paziente e delle sue tasche. Ma le iniziative non si fermano qui. Si farà anche tanta prevenzione.

I polmoni come filtri - Si parte alla fine di maggio, con la “Settimana del respiro”: tutti in piazza per soffiare dentro lo spirometro. “Ogni giorno filtriamo 33 mila litri d`aria in cui sono presenti polveri, microrganismi, agenti inquinanti”, ricorda il presidente eletto dell`AIPO (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri), Franco Falcone. Quando si fuma o si respira fumo passivo va anche peggio. “Tra i 25 e i 75 anni i fumatori perdono fino al 75% della capacità respiratoria, tre volte in più del normale”, aggiunge. In tanti si preparano un futuro da invalidi senza saperlo, spiega lo pneumologo, “quando basterebbe un semplice esame come la spirometria per misurare quantità e qualità del respiro”. Farlo per tempo potrebbe evitare il declino provocato dall`Insufficienza respiratoria cronica e di cadere nella spirale ossigenoterapia-ventilazione meccanica. Sono circa 60 mila gli italiani in questa condizione, 35 mila quelli in ventilazione meccanica. Numeri imprecisati, però spiega Antonio Corrado, presidente in carico dell`AIPO, “e che tali resteranno fin quando non si darà vita ad un Registro nazionale dell`Insufficienza respiratoria”. Un altro obiettivo dell`Anno del respiro.Data: 30-04-2009

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malattie polmonari:2009 anno del respiro

LE MALATTIE POLMONARI DIVENTERANNO LA PRIMA CAUSA DI MORTE NEL 2010
 
Le malattie respiratorie sono in preoccupante aumento in tutto il mondo per il moltiplicarsi dei fattori di rischio rappresentati principalmente dall’inquinamento atmosferico e dal fumo di tabacco e per una non sufficiente attenzione alla prevenzione. L’Organizzazione mondiale della Sanita’ prevede che le malattie polmonari arriveranno a essere la prima causa di morte a livello globale entro il 2010 e le ha inserite tra le priorita’ che la ricerca medica deve affrontare nel prossimo decennio, insieme alle malattie cardio-vascolari, ai tumori e al diabete. Tali patologie affliggono in Italia 10 milioni di persone e provocano 112.000 morti ogni anno. L’insieme degli allarmanti dati epidemiologici e della scarsa conoscenza delle patologie respiratorie ha indotto l’Aipo, Fimpst e Simer a chiedere l’istituzione, per l’anno 2009, dell’Anno del respiro, il 27 marzo scorso il Consiglio dei ministri, con Direttiva del Presidente del Consiglio, ha riconosciuto le motivazioni addotte dalle societa’, peraltro confermate dal Ministero del Welfare. L’Anno del Respiro prevede una serie di iniziative, coordinate tra loro, volte alla sensibilizzazione dei pazienti e dei cittadini, ed alla divulgazione della prevenzione delle malattie dell’apparato respiratorio, all’azione sulle cause e sulla capacita’ di trattamento, ed alla instaurazione di un rapporto di collaborazione con le Istituzioni pubbliche e private.
 

fumo e danni polmonari:spirometria

Fumo: i danni


L’enfisema polmonare è una patologia che colpisce gli alveoli polmonari i quali non riescono più a svolgere la loro funzione e, quindi, ad assicurare al paziente un apporto di ossigeno adeguato.

(Immagini gentilmente concesse dal professor Claudio Maria Sanguinetti, direttore dell`Unità operativa complessa di pneumologia dell`Azienda ospedaliera San Filippo Neri di Roma)

prevenzione sordità

La prevenzione è l`arma migliore per combattere la sordità. Ecco dieci consigli utili per affrontare per tempo il problema.

1) Se vi sono familiari con sordità sottoporre il neonato già alla nascita ad un test uditivo; informarsi se nell`ospedale è operativo un programma di screening uditivo; consultare un medico genetista; attivare il più precocemente possibile la riabilitazione acustica e logopedica.

2)Evitare in gravidanza fumo, alcolici, e droghe.

3) Ascoltare la musica a volume moderato; sul lavoro utilizzare scrupolosamente gli strumenti protettivi di legge; rivolgersi ad un tecnico specialista in acustica in caso di dubbio di inquinamento sonoro ambientale.

4) Leggere attentamente i foglietti illustrativi dei medicinali; chiedere ulteriori informazioni al medico di base o allo specialista; evitare l`uso spontaneo di antibiotici e l`uso continuativo di antinfiammatori.

5) Sottoporsi ad un esame audiometrico al primo insorgere di disturbi dell`udito, anche se liev, in occasione di malattie infettive a rischio.

6) Le otiti non vanno mai sottovalutate, vanno seguite nel tempo dallo specialista fino a guarigione completa.

7) Consultare sempre il medico di base e lo specialista audiologo od otorinolaringoiatra al primo insorgere di disturbi dell`udito; diabete, disfunzioni della tiroide, malattie cardiocircolatorie e vascolari, ipertensione arteriosa, malattie renali e del sistema immunitario possono costitutire un rischio per l`udito.

8) L`otosclerosi è una malattia progressiva, familiare, più frequente nella donna, che può essere operata con successo se diagnosticata per tempo. Le labirintiti che si manifestano con vertigine e deficiti uditivo vanno subito poste sotto osservazione specilastica e possono guarire.

9) Far richiedere sempre dopo un incidente stradale o sul lavoro un immediato consulto specialistico.

10) Una buona igiene alimentare, l`attività fisica e mentale e l`assunzione di antiossidanti possono ridurre l`impatto di tali conseguenze sull`udito; spesso nell`anziano si rende necessario l`uso guidato ed assistito di idonei apparecchi acustici.

tumore al seno e bioprevenzione

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Tumore al seno:
bio-prevenzione
con due noci al giorno

Il frutto è autunnale, ma il vantaggio dura tutto l`anno. Piccola, rugosa e difficile da scardinare, la noce custodisce nel suo impenetrabile guscio un potere antitumorale. Mangiarne due al giorno, come fine pasto, aiuta l`organismo a giocare in difesa. La conferma del calcistico effetto “catenaccio” della noce arriva dal Congresso del centenario dell`American Association for Cancer Research in corso a Denver, negli Usa.

Dieci passi contro il tumore al seno. Guarda la fotogallery

Basta il bis - Il potere anti-colesterolo era già noto da tempo, adesso si fa strada l`ipotesi, sperimentata in laboratorio, che il mix di nutrienti concentrati nella noce sia una barriera in più per tenere lontana la formazione e l`aggressione di cellule tumorali. Gli studi sui topi condotti dai ricercatori della statunitense Marshall University School of Medicine lo confermano: se ai roditori viene data da rosicchiare una dose giornaliera pari a 56 grammi di noce (l`equivalente di due noci) il rischio di sviluppare il tumore diminuisce di colpo.

Tre contro uno - Le parole magiche sono tre: fitosteroli, flavonoidi e omega3. Le chiamano sostanze bioattive, in quanto introdotte con l`alimentazione diventano un “freno” per l`ossidazione delle cellule, processo che fa invecchiare le cellule anzitempo. L`analisi molecolare ha evidenziato che gli acidi grassi omega-3 svolgono un ruolo chiave nella partita anticancro. Una ricerca del britannico Cancer Research conferma che una modesta porzione di noci aiuta nella prevenzione del cancro al seno. Il problema, semmai, arriva dalla bilancia: “Anche se le noci sono ricchi di grassi e quindi di calorie - spiegano i nutrizionisti - gli acidi grassi contenuti nella frutta a guscio sono del tipo `buono`, ovvero grassi insaturi”. Gli stessi che proteggono il cuore dal colesterolo cattivo e, a quanto pare, anche il seno dal tumore.

La partita più importante - La prevenzione più efficace contro il tumore, tuttavia, resta sempre la diagnosi precoce. Sottoporsi regolarmente ad una mammografia dopo i 40 anni è lo strumento migliore che consente di ridurre il rischio-mortalità dall`80 al 100%. Il tumore al seno è la prima causa di morte per le donne. Nell’ultimo anno in Italia sono stati diagnosticati 39.735 casi di tumore alla mammella e si sono registrati 9045 decessi.Data: 23-04-2009
Autore: Cosimo Colasanto

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tumori e virus

Tumori e virus:
un cancro su cinque
è colpa delle infezioni

Il 15-20% dei tumori proviene da infezioni che possono essere prevenute, e a essere più a rischio sono le popolazioni dei Paesi in via di sviluppo. Ad affermarlo è l`Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) che attraverso studi epidemiologici e biologici - pubblicati in sintesi nel numero di aprile della rivista “The Lancet Oncology” - ha confermato, in via definitiva, che gli agenti infettivi sono fra le cause più rilevanti e specifiche nell`insorgenza di diversi tumori maligni accertati nei diversi Paesi del mondo. 

La ricerca - Secondo i dati raccolti dai 36 esperti internazionali che hanno realizzato lo studio, la percentuale dei tumori maligni attribuiti ad agenti infettivi è più alta nei Paesi in via di sviluppo (26%), mentre è significativamente più bassa nei Paesi sviluppati (8%). “La percentuale di infezioni correlate al cancro è più alta nei paesi in via di sviluppo - spiega Antonino Carbone, membro del Working Group riunitosi presso lo IARC di Lione e Direttore del Dipartimento di Patologia Diagnostica e Laboratorio della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori - a causa della più alta prevalenza di infezione primaria con gli agenti infettivi coinvolti (HBV, HP, HPV e HIV), e assenza di programmi  di screening per lesioni cervicali precancerose HPV-correlate”. In particolare, il totale dei cancri maligni attribuibili alle infezioni nel 2002 è stato stimato in 1,9 milioni di casi, ossia il 17,8% del totale dei tumori maligni.

I virus oncogeni - I principali agenti infettivi già precedentemente classificati come “cancerogeni per gli esseri umani”, e confermati come tali dal gruppo di lavoro, comprendono il virus dell`epatite B (HBV), il virus dell`epatite C (HCV), il KSHV (Kaposi sarcoma associated herpes virus), l`HIV-1, il virus di Epstein-Barr (EBV), il Papillomavirus umano (HPV) e l`Helicobacter pylori (HP).

Dai virus, i tumori - I virus dell`epatite B e C (HBV e HCV) infettano, rispettivamente, 300 milioni e 170 milioni di persone in tutto il mondo, principalmente in Asia e in Africa. L`infezione cronica da parte di questi virus può causare, come spiegano gli esperti, il carcinoma epatocellulare, e inoltre sono a disposizione evidenze sufficienti per concludere che l`infezione cronica da epatite C può anche causare linfomi non-Hodgkin, specificamente linfomi a cellule B. Il virus di Epstein-Barr (EBV) causa diverse malattie, tra cui la mononucleosi, che infetta moltissimi individui. Può dar vita a diversi tipi di tumore, tra cui il carcinoma rinofaringeo. Nuovi studi condotti a livello mondiale hanno inoltre rivelato il ruolo centrale di EBV nel 5-10% dei carcinomi gastrici. Gli individui che sono infettati con HIV-1 hanno un alto rischio di sviluppare un tumore maligno. L`infezione da HIV-1, principalmente attraverso l`immunosoppressione, porta infatti a un aumento di replicazione di virus oncogeni come EBV e KSHV. Alcuni ceppi del Papillomavirus umano, classificati come cancerogeni, causano il carcinoma della cervice uterina. L`Helicobacter pylori è invece associato in particolare al cancro gastrico, uno dei tumori maligni più diffusi nel mondo.

Prospettive future - “L`identificazione di nuove sedi anatomiche di cancro attribuite a questi agenti biologici - conclude Carbone - significa che un numero sempre maggiore di tumori maligni è potenzialmente prevenibile”.

Lo studio sarà pubblicato nel volume n° 100, parte B, delle monografie IARC/WHO, mentre nel numero di aprile della rivista scientifica “The Lancet Oncology” è stata riportata una sintesi preliminare dei risultati.

Data: 29-04-2009
Autore: Miriam Cesta

età e memoria

Pensa positivo:
per ricordare meglio
basta volerlo

Con l`età si diventa smemorati? Non si tratta di una legge biologica, le rughe non c`entrano niente: la memoria peggiora con l`avanzare degli anni solo se si è convinti che questo accadrà. Lo afferma una ricerca americana, condotta dalla NC State University e pubblicata su Experimental Aging Research, che sfata lo stereotipo “terza età uguale memoria corta”.

 

La ricerca - Gli studiosi si sono occupati di verificare le capacità mnemoniche degli anziani: quelli che, nel tempo, avevano fatto propria la correlazione negativa tra l`età avanzata e la perdita della memoria, hanno poi effettivamente manifestato difficoltà a ricordare gli eventi. Lo stereotipo, spiegano gli studiosi, “attiva” un meccanismo nel cervello in determinate situazioni che porta la memoria a fare cilecca: “Per esempio - spiega Tom Hess, coordinatore della ricerca - un individuo di una certa età darà un risultato più scarso in un test mnemonico se gli è stato detto che gli anziani di solito non ottengono buoni punteggi in quel particolare test”.

 

Smemorato è chi lo smemorato fa - Una sorta di auto-condizionamento, in quanto ci si sente già stigmatizzati e quasi inconsciamente in dovere di confermare un`opinione negativa, con le annesse ripercussioni nell`esperienza quotidiana, nel lavoro e negli affetti. Dall`altro lato, invece, coloro che non sono vittima dello stereotipo e che si trovano in contesti in cui l`età avanzata non è considerata un handicap hanno infatti ottime performance nei test sulle capacità mnemoniche.

 

Un fenomeno dalle molteplici sfaccettature - Nelle situazioni in cui la stigmatizzazione della vecchiaia è “attiva”, soffrono di vuoti di memoria più gli individui tra i 60 e i 70 anni che quelli tra i 71 e gli 82. Anche questi ultimi, però, quando avvertono il disagio dello stereotipo anziano-smemorato, ottengono risultati peggiori. Infine esiste anche una correlazione con il livello socio-culturale: più alto è quest`ultimo, più scarse sono le performance dei soggetti che si sentono vittime del preconcetto .

 

Pregiudizi? No, grazie - “La morale - conclude Hess - è che esistono fattori sociali che possono avere effetti negativi sulle capacità mnemoniche degli anziani”. E, in ogni caso, il pregiudizio non ha mai fatto bene a nessuno.

Data: 29-04-2009

cancro al seno

Dieci passi
contro il tumore al seno
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1.Il tumore al seno? Col cavolo! Le verdure come cavoli e broccoli e tutte quelle che appartengono alla famiglia delle crucifere bloccano il tumore all\’origine, stoppando le proliferazione di cellule tumorali.

1.Il tumore al seno? Col cavolo! Le verdure come cavoli e broccoli e tutte quelle che appartengono alla famiglia delle crucifere bloccano il tumore all’origine, stoppando le proliferazione di cellule tumorali.
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E dopo i 40 anni una mammografia ogni 24 mesi. La prevenzione contro il tumore al seno ruota intorno a questo punto fermo. Che le diagnosi di cancro alla mammella siano in aumento, dicono gli esperti, è anzi un buon segno: vuol dire che sempre più donne si sottopongono con regolarità agli screening. Perché se il bel tempo si vede dal mattino, anche contro una diagnosi di tumore al seno il fattore-tempestività gioca a favore della donna: individuato nella primissima fase le possibilità di sconfiggere il male sfiorano il 100%. Stile di vita sano e alimentazione corretta fanno il resto: ecco i consigli in 10 passi.

Data: 24-04-2009

massaggi e tè nero

Massaggi, yoga e tè nero:
ecco gli otto modi
per rilassarsi

Aiuta a regolare la pressione sanguigna, sostiene il sistema immunitario in caso di crisi improvvise, come malattie o stati emotivi particolarmente negativi, e aumenta la capacità dell`organismo di difendersi dalle infezioni. È il cortisolo, che nonostante sia comunemente noto come l`“ormone dello stress”, sul nostro organismo non sortisce solo effetti negativi.

Le “buone intenzioni” dell`ormone vengono però sovvertite quando il meccanismo di difesa dell`organismo non si ferma mai. In questi casi, infatti, il corpo reagisce mantenendo alto il livello di cortisolo, che quando è cronicamente elevato può causare diversi disturbi, dai problemi di sonno all`abbassamento della risposta immunitaria. “Quando il cortisolo si alza suggerisce al corpo di introdurre molte calorie. È una tattica di sopravvivenza primordiale che funziona se l`organismo deve difendersi da un attacco esterno, come quello di un predatore, o da una malattia. Ma non dal pagamento delle bollette“, spiega il biochimico nutrizionista Shawn Talbott, autore del libro “Cortisol connection. Why stress makes you fat and ruins your health - and what you can do about it” (”A proposito di cortisolo. Perché lo stress ti fa diventare grasso e rovina la tua salute - e cosa puoi fare riguardo questi problemi”).

Qualche antidoto c`è. Il livello di cortisolo proprio non si vuole abbassare? Ecco otto modi diversi - tra quelli consigliati nel libro - per rilassarsi:

1) Ascoltare la musica

2) Dormire otto ore per notte

3) Sorseggiare il tè, in particolare quello nero

4) Uscire con amici allegri

5) Programmare un massaggio

6) Fare qualcosa di spirituale

7) Dire “Om”

8) Masticare un chewing-gum

screening tumori colonretto

RISULTATI DEGLI SCREENING COLON RETTALI LECCHESI SONO STUDIATI DALL’EUROPA
 
L’Europa guarda a Lecco come modello di successo per lo screening del tumore colon-rettale. L’esperienza della provincia lombarda, dove i medici sono riusciti a coinvolgere il 50% della popolazione target, da ‘pilota’ per l’Italia e la Lombardia diventa case-history di riferimento a livello internazionale. I risultati del primo round dello screening, effettuato nel periodo che va dal 2005 al 2007, gestito dagli specialisti dell’ospedale Manzoni e dall’Asl di Lecco, sono stati pubblicati sulla rivista ‘British Journal of Surgery’. Su un totale di 38.700 potenziali candidati per l’iniziativa di prevenzione e diagnosi precoce oltre 19.000 uomini e donne di eta’ compresa fra i 50 e i 69 anni, hanno partecipato alla campagna. Tutti hanno fatto esami per accertare la presenza di sangue occulto nelle feci. Ben il 92% di chi e’ risultato positivi al test, ma del tutto asintomatico, ha poi accettato di sottoporsi a colonscopia: nel 4,6% dei casi e’ stato identificato un carcinoma colo-rettale, mentre nel 43% dei soggetti sottoposti all’accertamento endoscopico sono state riscontrate lesioni precancerose, quasi tutte asportate per via endoscopica. Oltre il 70% dei tumori al colon-retto identificati attraverso lo screening sono risultati allo stadio iniziale, e quindi ‘guaribili’ attraverso un semplice intervento di rimozione per via endoscopica o un’operazione mininvasiva, e circa un terzo di questi non ha richiesto alcun successivo trattamento chemioterapico