2009anno del respiro
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| LE MALATTIE POLMONARI DIVENTERANNO LA PRIMA CAUSA DI MORTE NEL 2010 | ||||||
| Le malattie respiratorie sono in preoccupante aumento in tutto il mondo per il moltiplicarsi dei fattori di rischio rappresentati principalmente dall’inquinamento atmosferico e dal fumo di tabacco e per una non sufficiente attenzione alla prevenzione. L’Organizzazione mondiale della Sanita’ prevede che le malattie polmonari arriveranno a essere la prima causa di morte a livello globale entro il 2010 e le ha inserite tra le priorita’ che la ricerca medica deve affrontare nel prossimo decennio, insieme alle malattie cardio-vascolari, ai tumori e al diabete. Tali patologie affliggono in Italia 10 milioni di persone e provocano 112.000 morti ogni anno. L’insieme degli allarmanti dati epidemiologici e della scarsa conoscenza delle patologie respiratorie ha indotto l’Aipo, Fimpst e Simer a chiedere l’istituzione, per l’anno 2009, dell’Anno del respiro, il 27 marzo scorso il Consiglio dei ministri, con Direttiva del Presidente del Consiglio, ha riconosciuto le motivazioni addotte dalle societa’, peraltro confermate dal Ministero del Welfare. L’Anno del Respiro prevede una serie di iniziative, coordinate tra loro, volte alla sensibilizzazione dei pazienti e dei cittadini, ed alla divulgazione della prevenzione delle malattie dell’apparato respiratorio, all’azione sulle cause e sulla capacita’ di trattamento, ed alla instaurazione di un rapporto di collaborazione con le Istituzioni pubbliche e private. | ||||||
Fumo: i danni
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(Immagini gentilmente concesse dal professor Claudio Maria Sanguinetti, direttore dell`Unità operativa complessa di pneumologia dell`Azienda ospedaliera San Filippo Neri di Roma)
La prevenzione è l`arma migliore per combattere la sordità. Ecco dieci consigli utili per affrontare per tempo il problema.
1) Se vi sono familiari con sordità sottoporre il neonato già alla nascita ad un test uditivo; informarsi se nell`ospedale è operativo un programma di screening uditivo; consultare un medico genetista; attivare il più precocemente possibile la riabilitazione acustica e logopedica.
2)Evitare in gravidanza fumo, alcolici, e droghe.
3) Ascoltare la musica a volume moderato; sul lavoro utilizzare scrupolosamente gli strumenti protettivi di legge; rivolgersi ad un tecnico specialista in acustica in caso di dubbio di inquinamento sonoro ambientale.
4) Leggere attentamente i foglietti illustrativi dei medicinali; chiedere ulteriori informazioni al medico di base o allo specialista; evitare l`uso spontaneo di antibiotici e l`uso continuativo di antinfiammatori.
5) Sottoporsi ad un esame audiometrico al primo insorgere di disturbi dell`udito, anche se liev, in occasione di malattie infettive a rischio.
6) Le otiti non vanno mai sottovalutate, vanno seguite nel tempo dallo specialista fino a guarigione completa.
7) Consultare sempre il medico di base e lo specialista audiologo od otorinolaringoiatra al primo insorgere di disturbi dell`udito; diabete, disfunzioni della tiroide, malattie cardiocircolatorie e vascolari, ipertensione arteriosa, malattie renali e del sistema immunitario possono costitutire un rischio per l`udito.
L`otosclerosi è una malattia progressiva, familiare, più frequente nella donna, che può essere operata con successo se diagnosticata per tempo. Le labirintiti che si manifestano con vertigine e deficiti uditivo vanno subito poste sotto osservazione specilastica e possono guarire.
9) Far richiedere sempre dopo un incidente stradale o sul lavoro un immediato consulto specialistico.
10) Una buona igiene alimentare, l`attività fisica e mentale e l`assunzione di antiossidanti possono ridurre l`impatto di tali conseguenze sull`udito; spesso nell`anziano si rende necessario l`uso guidato ed assistito di idonei apparecchi acustici.
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Tumori e virus:
un cancro su cinque
è colpa delle infezioni
Il 15-20% dei tumori proviene da infezioni che possono essere prevenute, e a essere più a rischio sono le popolazioni dei Paesi in via di sviluppo. Ad affermarlo è l`Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) che attraverso studi epidemiologici e biologici - pubblicati in sintesi nel numero di aprile della rivista “The Lancet Oncology” - ha confermato, in via definitiva, che gli agenti infettivi sono fra le cause più rilevanti e specifiche nell`insorgenza di diversi tumori maligni accertati nei diversi Paesi del mondo.
La ricerca - Secondo i dati raccolti dai 36 esperti internazionali che hanno realizzato lo studio, la percentuale dei tumori maligni attribuiti ad agenti infettivi è più alta nei Paesi in via di sviluppo (26%), mentre è significativamente più bassa nei Paesi sviluppati (8%). “La percentuale di infezioni correlate al cancro è più alta nei paesi in via di sviluppo - spiega Antonino Carbone, membro del Working Group riunitosi presso lo IARC di Lione e Direttore del Dipartimento di Patologia Diagnostica e Laboratorio della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori - a causa della più alta prevalenza di infezione primaria con gli agenti infettivi coinvolti (HBV, HP, HPV e HIV), e assenza di programmi di screening per lesioni cervicali precancerose HPV-correlate”. In particolare, il totale dei cancri maligni attribuibili alle infezioni nel 2002 è stato stimato in 1,9 milioni di casi, ossia il 17,8% del totale dei tumori maligni.
I virus oncogeni - I principali agenti infettivi già precedentemente classificati come “cancerogeni per gli esseri umani”, e confermati come tali dal gruppo di lavoro, comprendono il virus dell`epatite B (HBV), il virus dell`epatite C (HCV), il KSHV (Kaposi sarcoma associated herpes virus), l`HIV-1, il virus di Epstein-Barr (EBV), il Papillomavirus umano (HPV) e l`Helicobacter pylori (HP).
Dai virus, i tumori - I virus dell`epatite B e C (HBV e HCV) infettano, rispettivamente, 300 milioni e 170 milioni di persone in tutto il mondo, principalmente in Asia e in Africa. L`infezione cronica da parte di questi virus può causare, come spiegano gli esperti, il carcinoma epatocellulare, e inoltre sono a disposizione evidenze sufficienti per concludere che l`infezione cronica da epatite C può anche causare linfomi non-Hodgkin, specificamente linfomi a cellule B. Il virus di Epstein-Barr (EBV) causa diverse malattie, tra cui la mononucleosi, che infetta moltissimi individui. Può dar vita a diversi tipi di tumore, tra cui il carcinoma rinofaringeo. Nuovi studi condotti a livello mondiale hanno inoltre rivelato il ruolo centrale di EBV nel 5-10% dei carcinomi gastrici. Gli individui che sono infettati con HIV-1 hanno un alto rischio di sviluppare un tumore maligno. L`infezione da HIV-1, principalmente attraverso l`immunosoppressione, porta infatti a un aumento di replicazione di virus oncogeni come EBV e KSHV. Alcuni ceppi del Papillomavirus umano, classificati come cancerogeni, causano il carcinoma della cervice uterina. L`Helicobacter pylori è invece associato in particolare al cancro gastrico, uno dei tumori maligni più diffusi nel mondo.
Prospettive future - “L`identificazione di nuove sedi anatomiche di cancro attribuite a questi agenti biologici - conclude Carbone - significa che un numero sempre maggiore di tumori maligni è potenzialmente prevenibile”.
Lo studio sarà pubblicato nel volume n° 100, parte B, delle monografie IARC/WHO, mentre nel numero di aprile della rivista scientifica “The Lancet Oncology” è stata riportata una sintesi preliminare dei risultati.
Data: 29-04-2009
Autore: Miriam Cesta
Pensa positivo:
per ricordare meglio
basta volerlo
Data: 29-04-2009
Dieci passi
contro il tumore al seno
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1.Il tumore al seno? Col cavolo! Le verdure come cavoli e broccoli e tutte quelle che appartengono alla famiglia delle crucifere bloccano il tumore all\’origine, stoppando le proliferazione di cellule tumorali.
E dopo i 40 anni una mammografia ogni 24 mesi. La prevenzione contro il tumore al seno ruota intorno a questo punto fermo. Che le diagnosi di cancro alla mammella siano in aumento, dicono gli esperti, è anzi un buon segno: vuol dire che sempre più donne si sottopongono con regolarità agli screening. Perché se il bel tempo si vede dal mattino, anche contro una diagnosi di tumore al seno il fattore-tempestività gioca a favore della donna: individuato nella primissima fase le possibilità di sconfiggere il male sfiorano il 100%. Stile di vita sano e alimentazione corretta fanno il resto: ecco i consigli in 10 passi.
Data: 24-04-2009
Massaggi, yoga e tè nero:
ecco gli otto modi
per rilassarsi
Aiuta a regolare la pressione sanguigna, sostiene il sistema immunitario in caso di crisi improvvise, come malattie o stati emotivi particolarmente negativi, e aumenta la capacità dell`organismo di difendersi dalle infezioni. È il cortisolo, che nonostante sia comunemente noto come l`“ormone dello stress”, sul nostro organismo non sortisce solo effetti negativi.
Le “buone intenzioni” dell`ormone vengono però sovvertite quando il meccanismo di difesa dell`organismo non si ferma mai. In questi casi, infatti, il corpo reagisce mantenendo alto il livello di cortisolo, che quando è cronicamente elevato può causare diversi disturbi, dai problemi di sonno all`abbassamento della risposta immunitaria. “Quando il cortisolo si alza suggerisce al corpo di introdurre molte calorie. È una tattica di sopravvivenza primordiale che funziona se l`organismo deve difendersi da un attacco esterno, come quello di un predatore, o da una malattia. Ma non dal pagamento delle bollette“, spiega il biochimico nutrizionista Shawn Talbott, autore del libro “Cortisol connection. Why stress makes you fat and ruins your health - and what you can do about it” (”A proposito di cortisolo. Perché lo stress ti fa diventare grasso e rovina la tua salute - e cosa puoi fare riguardo questi problemi”).
Qualche antidoto c`è. Il livello di cortisolo proprio non si vuole abbassare? Ecco otto modi diversi - tra quelli consigliati nel libro - per rilassarsi:
3) Sorseggiare il tè, in particolare quello nero
| RISULTATI DEGLI SCREENING COLON RETTALI LECCHESI SONO STUDIATI DALL’EUROPA | ||||||
| L’Europa guarda a Lecco come modello di successo per lo screening del tumore colon-rettale. L’esperienza della provincia lombarda, dove i medici sono riusciti a coinvolgere il 50% della popolazione target, da ‘pilota’ per l’Italia e la Lombardia diventa case-history di riferimento a livello internazionale. I risultati del primo round dello screening, effettuato nel periodo che va dal 2005 al 2007, gestito dagli specialisti dell’ospedale Manzoni e dall’Asl di Lecco, sono stati pubblicati sulla rivista ‘British Journal of Surgery’. Su un totale di 38.700 potenziali candidati per l’iniziativa di prevenzione e diagnosi precoce oltre 19.000 uomini e donne di eta’ compresa fra i 50 e i 69 anni, hanno partecipato alla campagna. Tutti hanno fatto esami per accertare la presenza di sangue occulto nelle feci. Ben il 92% di chi e’ risultato positivi al test, ma del tutto asintomatico, ha poi accettato di sottoporsi a colonscopia: nel 4,6% dei casi e’ stato identificato un carcinoma colo-rettale, mentre nel 43% dei soggetti sottoposti all’accertamento endoscopico sono state riscontrate lesioni precancerose, quasi tutte asportate per via endoscopica. Oltre il 70% dei tumori al colon-retto identificati attraverso lo screening sono risultati allo stadio iniziale, e quindi ‘guaribili’ attraverso un semplice intervento di rimozione per via endoscopica o un’operazione mininvasiva, e circa un terzo di questi non ha richiesto alcun successivo trattamento chemioterapico |