Diritto Sanitario
Consiglio di Stato
Verifiche ispettive sulla appropriatezza dei ricoveri
A seguito di una lunga verifica ispettiva sulla appropriatezza dei ricoveri effettuati da una casa di cura, mediante il riscontro della rispondenza dell’attribuzione dei codici finalizzati alla determinazione della remunerazione delle prestazioni sanitarie erogate in regime di accreditamento - rispetto alle patologie riscontrate dall’esame del contenuto delle cartelle cliniche delle persone ricoverate, l’ASL ridefiniva la remunerazione spettante alla struttura disponendo la restituzione di oltre un milione di euro. Il Consiglio di Stato ha annullato la delibera, affermando la illegittimità delle modalità di controllo utilizzate dalla Commissione. Il riscontro delle cartelle cliniche dei pazienti doveva essere effettuato alla presenza costante dei responsabili e sanitari della clinica come era indefettibile la redazione del verbale secondo le modalità prescritte dall’ordinamento di settore. (Avv. Ennio Grassini - www.dirittosanitario.net
Cardiologia
Ecocardiografia migliore di ECG in previsione mortalità
L’ecocardiografia sotto sforzo può predire la mortalità e gli eventi cardiaci maggiori nei soggetti con coronaropatie note o sospette ma che presentano tracciati ECG normali. L’ECG sotto sforzo ricerca cambiamenti del segmento ST associati alle coronaropatie, ma comunque ricerche precedenti hanno dimostrato che i pazienti spesso manifestano con l’esercizio anomalie dei movimenti della parete cardiaca prima che si rendano evidenti le anomalie ECG: l’ecocardiografia potrebbe dunque essere in grado di fornire informazioni prognostiche laddove l’ECG non può. Questi dati supportano fortemente l’ampliamento del ruolo dei test radiografici sotto sforzo, ed in particolare dell’ecocardiografia, nella stratificazione del rischio coronarico nei pazienti considerati a rischio intermedio di partenza. (J Am Coll Cardiol 2009; 53: 1981-92)

Berlusconi, sanità da garantire ma da riformare
Il Governo è consapevole della necessità di una riforma del sistema sanitario nazionale, non ci devono essere pregiudizi ideologici tra sanità pubblica e sanità privata. La sanità è un servizio pubblico che deve essere garantito a tutti, si tratta di una grande conquista di libertà, un servizio che può essere fornito sia dal pubblico che dal privato
Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nel suo intervento alla cerimonia di inaugurazione del nuovo Policlinico San Donato. La filosofia della riforma, per Berlusconi, è quella di garantire la libertà di scelta del medico, la libertà di scelta di dove andare a farsi curare, e che il pagamento al Servizio sanitario nazionale sia a prestazione. Questi per il premier sono “punti imprescindibili”. Berlusconi ha poi invitato gli imprenditori a investire nel settore della sanità che “non è rischioso. Secondo l’Onu, il Pil in questo settore aumenterà del 50% nei prossimi 8 anni grazie all’aumento della vita media. Gli imprenditori potranno avere grandi soddisfazioni. Solo la collaborazione tra pubblico e privato può migliorare il sistema sanitario nazionale. Per questo - ha annunciato il premier - possiamo anche pensare a esenzioni fiscali per chi investe nella sanità, esenzioni che potrebbero valere nei primi anni di attività”, ha spiegato. “La sanità è un grande problema del Paese, è necessario migliorare il sistema sanitario nazionale che in alcune regioni d’Italia, come la Lombardia, è d’eccellenza mentre la situazione è disastrosa in altre regioni con pessimi servizi - ha continuato - e anche disavanzi giganteschi. Tutto ciò ha costretto il Governo a commissariare la sanità in alcune regioni italiani, in particolare al Sud”. Il premier ha aggiunto quindi che “l’impegno dello Stato nel settore della sanità è indispensabile, ma non sufficiente. E’ necessario assolutamente anche l’impegno dei privati. Siamo consapevoli dell’importanza di chi investe in questo settore”.
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Stressati dal lavoro?
Sette cose da non fare
Lavorare senza sosta e ossessionati dalle scadenze ha serie ripercussioni sulla qualità della nostra vita. Una ricerca condotta da George Griffin, professore di medicina interna della Saint Louis University, elenca sette passi falsi che mettono costantemente a rischio salute e benessere.
Prima di tutto, lo stress è alla radice di moltissimi disturbi, dal mal di testa all`ipertensione, passando per problemi cardiovascolari e insonnia: un po` di pressione sul lavoro aiuta a essere più motivati, ma la tensione cronica può costare cara al nostro corpo. Bisogna tenere sotto controllo anche l`alimentazione: rinunciare al fast food e consumare un pasto regolare, seguendo una dieta bilanciata e ricca di carboidrati, proteine e vitamine. Ancora, non meno di otto ore di sonno sono indispensabili per non incorrere in problemi quali la scarsa concentrazione o i vuoti di memoria.
Il corpo umano non è progettato per stare seduto alla scrivania otto ore di fila. Una passeggiata di trenta minuti al giorno è un buon compromesso per non rinunciare all`esercizio fisico e aiuta a combattere ansia e depressione. Evitiamo di andare al lavoro malati e non dimentichiamoci inoltre di sottoporci ai controlli medici di routine: potremmo aggravare le nostre condizioni fisiche e mettere a rischio la buona salute altrui.
Infine, il “workaholic”, il lavoratore ossessionato, spesso combatte lo stress con un bicchiere di troppo. Al posto di un cocktail, per rilassarsi potrebbe essere d`aiuto un infuso o una lezione di yoga. “Molti casi di ossessione da lavoro sfuggono all`osservazione, perché la patologia viene offuscata dalla grande produttività – afferma Luigi Ballerini, esperto di psicologia del lavoro e animatore del portale Job24 – ma si tratta di un alto rendimento professionale limitato nel tempo. Per arginare l`invasività del lavoro nel privato, proviamo a limitare l`intrusività della tecnologia, a imporci un codice di autoregolamentazione e a dedicarci alle nostre passioni