Contro l’emicrania
un mix di acido folico
e vitamina B

Distorsioni nella vista, senso di nausea e dolore in un solo lato della testa. Sono solo alcuni dei sintomi dell`emicrania, la più comune forma di cefalea primaria che colpisce il 10-15% della popolazione, con la massima incidenza nella fascia tra i 35 e i 45 anni di età. Accanto ad antinfiammatori e analgesici, che costituiscono oggi i rimedi più comunemente utilizzati contro il “cerchio alla testa”, arriva ora dalla Griffith University di Queensland (Australia) una nuova terapia a base di acido folico e vitamina B

Lo studio. Il 19% di coloro che soffrono di emicrania, spiegano gli scienziati australiani, presentano mutazioni del gene MTHFR (metilentetraidrofolatoreduttasi), che generalmente causano un incremento dei livelli di omocisteina, amminoacido considerato tra i più importanti fattori di rischio cardiovascolare. Somministrando regolarmente a un campione di 52 pazienti affetti da emicrania dosi di vitamina B e acido folico, i ricercatori di Queensland hanno registrato la diminuzione dei livelli di omocisteina e la conseguente riduzione della gravità e della frequenza dei sintomi legati all`emicrania. 

L`acido folico. Anche detto folato o vitamina B9, non viene prodotto dall`organismo ma deve essere assunto con il cibo. Riconosciuto negli ultimi decenni quale fattore essenziale nella prevenzione delle malformazioni neonatali, particolarmente per quelle a carico del sistema nervoso, rappresenta anche una sostanza essenziale nella formazione dei globuli rossi del sangue. Tra gli alimenti ad alto contenuto di folato vanno ricordate le verdure a foglia verde come lattuga, spinaci, rape verdi, prezzemolo, broccoli e cavolfiori, ma anche il fegato e i legumi. La dose giornaliera consigliata per gli uomini e le donne di età superiore ai 14 anni è di 400 microgrammi al giorno.

Vitamine del gruppo B. Intervenendo nel metabolismo cellulare, questo gruppo di vitamine presenta proprietà utili per il funzionamento del sistema nervoso e del sistema immunitario, per la salute di occhi, pelle e capelli e soprattutto per la corretta conversione dei carboidrati in glucosio, utilizzato dall`organismo per produrre energia. Gli alimenti ad alto contenuto di vitamine B sono, tra gli altri, lievito di birra, tacchino, fegato, tonno, peperoncino, lenticchie, banane, patate, latte, uova, ma anche cereali come avena e orzo e i frutti con guscio come noci, nocciole e mandorle.

Data: 10-02-2009

L’emicrania


L`emicrania (dal greco hemikranion, un lato del capo) è una forma di mal di testa. Caratterizzata da un dolore pulsante che si manifesta spesso in un solo lato della testa (ma non sempre) e che si aggrava con il movimento, questa patologia comporta anche senso di nausea e di stanchezza, ipersensibilità alla luce e ai rumori.

Può essere a volte preceduta da sintomi premonitori, come il cambiamento dell`umore o l`aumento dell`appetito (in particolare per i dolci). È definita complessa o con “aura” se preceduta da disturbi visivi (oscuramento del campo visivo, linee scintillanti) o della sensibilità (formicolii).

Gli attacchi possono durare da poche ore fino a vari giorni e possono essere molto disabilitanti, comportando in genere l`interruzione delle normali attività quotidiane. Tra le cause scatenanti, lo stile di vita e i fattori ambientali hanno un ruolo determinante. Non si escludono possibili fattori genetici.

Osteoporosi: calcio, dieta e attività fisica. La prevenzione inizia sin da bambini

 

Secondo i dati resi noti dall’International Osteoporosis Foundation, una donna su tre di età compresa tra i sessanta e i settant’anni e due donne su tre over-80 fanno i conti con l’osteoporosi, un male silenzioso che colpisce le ossa fino a degenerarle e che interessa complessivamente circa quattro milioni di donne e un milione di uomini nel mondo. Un disturbo spesso senza sintomi ma degenerativo e molto insidioso che viene in molti casi trascurato o addirittura ignorato.
Una recente indagine ha dimostrato, infatti, che l’osteoporosi interessa il 40% delle donne over-50 e il 70% delle over-70 eppure il 40% delle pazienti ha dichiarato di dimenticare spesso la pillola o di aver interrotto la terapia, il 6% ha dichiarato di aver cambiato il proprio stile di vita e il 56% di volere una terapia meno invasiva.
Con il progressivo invecchiamento della popolazione, l’osteoporosi rischia di diventare un’autentica emergenza sociale a livello globale eppure poco o nulla si fa per informare e promuovere la prevenzione presso l’opinione pubblica.
In occasione della recente Giornata Mondiale dell’osteoporosi che si è celebrata il 20 ottobre scorso e che è stata promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Istituto neurotraumatologico italiano ha sottolineato che l’osteoporosi non è un disturbo da sottovalutare: deteriora la microarchitettura del tessuto osseo, rende lo scheletro più fragile e aumenta il rischio di fratture. Quest’ultimo aspetto rende l’osteoporosi un nemico davvero insidioso; le fratture al femore rappresentano un serio problema per le donne anziane: soltanto il 30-40% delle donne colpite da fratture si riprende completamente, il 15-25% muore e circa la metà deve fare i conti con una disabilità motoria nell’anno successivo alla frattura.

 

La prevenzione e l’adeguata terapia in caso di sviluppo della malattia sono i principali alleati contro l’osteoporosi. Un recente studio condotto presso il centro di Ricerche in Nutrizione Umana dell’Università Cattolica di Roma ha dimostrato che la prevenzione all’osteoporosi inizia sin da bambini. Come spiegato dal responsabile della ricerca, Giacinto Miggiano, lo scheletro si rafforza e si sviluppa sin dall’età pediatrica raggiungendo la sua maturità chimica solo intorno ai trent’anni. Ma proteggere la consistenza dell’osso e impedirgli di diventare poroso e fragile si può sin da bambini con una dieta corretta e bilanciata; “un grammo di proteine per ogni chilo del nostro peso al giorno, un normale contenuto di grassi, un apporto di carboidrati che non superi il 55-60% delle calorie totale introdotte quotidianamente ed elevate quantità di calcio, potassio, magnesio e scarse quantità di sodio”: sembra essere questa la ricetta quotidiana per uno scheletro forte e sano.
Non va dimenticato l’alleato numero uno contro l’osteoporosi: il calcio, che troppo spesso, anche a causa di allergie alimentari e intolleranze al lattosio, non viene assunto nelle giuste quantità. E allora, spiega l’esperto, via libera a integratori di calcio, formaggi stagionati, yogurt e integratori di vitamine A, C, E, K senza dimenticare la vitamina D che viene prodotta naturalmente dall’organismo esposto ai raggi solari e il fosforo, il fluoro, il ferro, lo zinco, il rame e il boro - tutti minerali che favoriscono un corretto metabolismo dell’osso - nonché di bere molto perchè anche attraverso l’acqua è possibile reperire preziose quantità di calcio. Raccomandazioni che sembrano scontate ma che non lo sono affatto: meno del 20% delle donne ultracinquantenni assume le dosi consigliate di calcio e l’85% delle donne ultrasessantacinquenni soffre di carenza di vitamina D. Alla dieta va associata una costante e adeguata attività fisica che rafforza lo scheletro, basta tenere in movimento i muscoli e stimolare il metabolismo osseo camminando a piedi, salendo le scale a piedi o facendo ginnastica.

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